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Le priorità educative, parte seconda!

04/12/2017, 07:57

Le-priorità-educative,--parte-seconda!

EVVIVA! Tutti a casa il sabato alle medie!

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Ultimo aggiornamento 25 agosto 2019

04/12/2017, 07:57

Priorit, educazione, genitori



Le-priorità-educative,--parte-seconda!


 EVVIVA! Tutti a casa il sabato alle medie!




Ultimamente pare sia una inderogabile esigenza delle famiglie modenesi, quella di far terminare le lezioni il venerdì. Ti invito a leggere uno dei tanti articoli che sono stati pubblicati. Ma ciò che ti invito a leggere con molta attenzione sono i commenti che troverai al termine dell’articolo. 

http://gazzettadimodena.gelocal.it/modena/cronaca/2017/10/27/news/scuole-medie-dal-2018-a-casa-il-sabato-1.16042102 

Bene. Ora ti invito a farti alcune domande: 
Quali sono le priorità educative e formative di questa scelta? 
Quali sono i bisogni educativi che vengono soddisfatti?
Quali competenze vengono implementate?
Quali obiettivi formativi raggiunge? 
In quale considerazione è tenuto il BENE dei ragazzi?

Poi ti propongo due brevi estratti da "Lettera a una professoressa" che quest’anno compie cinquant’anni.:

"... Non c’era ricreazione. Non era vacanza nemmeno la domenica... Ma ogni borghese che capitava a visitarci faceva una polemica su questo punto...Un professore disse: "Lei reverendo non ha studiato pedagogia. Polianski dice che lo sport è per il ragazzo una necessità fisiopsico..." Parlava senza guardarci. Chi insegna all’Università, i ragazzi non ha bisogno di guardarli. Li sa tutti a mente come noi si sa le tabelline..." 

"... Per esempio consideravano il gioco e le vacanze un diritto, la scuola un sacrificio. Non avevano mai sentito dire che a scuola si va per imparare e che andarci è un privilegio..." (Lettera a una professoressa. Scuola di Barbiana)."

"Questo libro non è scritto per gli insegnanti, ma per i genitori. È un invito ad organizzarsi". 

Queste sono le prime due righe dell’introduzione di "Lettera a una professoressa", personalmente sono convinto che come genitori, non abbiamo compreso il potente messaggio della Scuola di Barbiana. 

I nostri figli hanno bisogno di una scuola che inizi al mattino alle nove e termini alle diciotto, dal lunedì al sabato, una scuola che si assuma finalmente, il ruolo di "officina delle competenze", capace di formare gli studenti, di rispondere alle loro domande, di renderli liberi, capaci di scegliere e di decidere autonomamente come unici protagonisti della loro esistenza. 

Dobbiamo chiederlo a loro se preferiscono una scuola chiusa al sabato e per altri 165 giorni all’anno, (in totale 218 di vacanza contro 147 di scuola) o se vogliono una scuola dove possono trovare le risposte alle loro pressanti domande, acquisire gli strumenti per capire e per comprendere il mondo in cui si trovano a vivere. 

Troviamo il coraggio di domandare loro, perché anestetizzano le loro angosce con la rete. Perché è più consolatorio e rilassante il nulla tecnologico della scuola. Domandiamogli perché non fanno domande. Chiediamogli perché hanno paura! Chiediamogli se vogliono una scuola dove non esistono i compiti a casa, perché è a scuola che si impara e la scuola è la "casa" dove imparano!

Chiediamogli, se vogliono una scuola che riduce ad un voto il loro entusiasmo e la loro curiosità o se ne vogliono una capace di andare oltre il voto, così da comprendere anche chi non rientra in un numero che va dallo zero al dieci.

Ma ahimè, anche tutto questo è una questione di priorità!


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