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Mnemotecniche, mappe e schemi non sono la soluzione dei problemi dello studente!

05/03/2016, 17:40

Mnemotecniche,-mappe-e-schemi-non-sono-la-soluzione-dei-problemi-dello-studente!

Le tecniche di memoria, le mappe mentali®, quelle concettuali e gli schemi non sono la soluzione ai problemi che lo studente affronta imparando.

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Ultimo aggiornamento 18 luglio 2019

05/03/2016, 17:40



Mnemotecniche,-mappe-e-schemi-non-sono-la-soluzione-dei-problemi-dello-studente!


 Le tecniche di memoria, le mappe mentali®, quelle concettuali e gli schemi non sono la soluzione ai problemi che lo studente affronta imparando.



Le tecniche di memoria, le mappe mentali®, quelle concettuali e gli schemi non sono la soluzione ai problemi che lo studente affronta imparando. 

Anzi, capita sempre più di frequente che questi strumenti suscitano negli studenti irritazione, rifiuto e stress. Inoltre, l’affermazione secondo cui grazie alle mnemotecniche, alle mappe mentali®, alle mappe concettuali o agli schemi "studiare sia un gioco da ragazzi" non è poi così sostenibile.

Come mai sostengo questo? Perché non esiste una strategia di apprendimento o mnemonica universale (compresa la Mappa Mentale®) in grado di ottimizzare l’apprendimento di tutte le persone.

Questa semplice considerazione lo dimostra. 
Tutte le tecniche di memoria, le mappe e gli schemi si basano su un requisito: "per costruirle occorrono parole chiave e le parole chiave sono il "distillato" del proprio apprendimento".

Le parole chiave non sono le parole importanti, quelle in neretto nel testo, quelle della mappa concettuale che si trova in fondo al capitolo o quelle che suggerisce l’insegnante. Quelle sono parole di altri, nelle quali esistono esperienze di apprendimento di altri, non le nostre. Quindi non funzionano per noi.  

Ops! Dimenticavo: questo articolo è dedicato ai genitori degli studenti che fanno fatica a studiare, non ne hanno voglia, hanno delle insufficienze, hanno delle difficoltà a dare un senso a ciò che studiano, sono dislessici, discalculici, disgrafici, ecc. 

Ma anche ai genitori dei ragazzi che, per mantenere la media, non hanno tempo libero, passano ore sui libri, ottengono risultati ma dopo pochi giorni dimenticano tutto, vogliono migliorare ulteriormente i risultati, ecc.

Detto ciò torniamo alle parole chiave. Lavorando ogni giorno con studenti con convinzioni limitanti nei confronti della conoscenza, quando propongo loro gli strumenti come mappe, schemi, ecc. le reazioni sono, in molti di loro, diffidenza, irritazione e rifiuto.

Come mai? 
Per rispondere faccio un esempio: 
"Immaginiamo di essere ad un torneo di scacchi. Quando tocca a noi ci sediamo di fronte al nostro avversario e ci concentriamo sulla partita, dopo aver fatto alcuni profondi respiri. Quando viene dato il via ci rendiamo conto che non conosciamo le regole del gioco degli scacchi. Il nostro avversario ha fatto la sua mossa. Tocca a noi. Abbiamo pochi minuti per decidere cosa fare: copiare la mossa dell’avversario? Muovere a caso? Chiedere quali sono le possibili mosse al giudice? Tirare fuori il micro foglietto che abbiamo preparato la sera prima? Ci arrendiamo e consegniamo in bianco?".

Facciamo ora alcune riflessioni: "Ci siamo divertiti? Su cosa ci siamo concentrati durante la partita: sulle regole per riuscire a muovere o sul gioco? Al termine della breve partita quale sarà il nostro stato d’animo e la nostra autostima?

Apprendere è un’esperienza. 

"Distillare" la parola chiave per accedere alla memoria dell’esperienza che vogliamo ricordare è un processo che coinvolge la persona nella sua interezza.
Se vogliamo trasformare le insufficienze in sufficienze, aumentare la motivazione, consolidare l’autostima, avere tempo libero, trasformare l’andare a scuola in una esperienza stimolante, formativa e motivante è basilare renderci indipendenti nel "distillare" le nostre parole chiave!

Fatto questo, sta a noi utilizzare la strategia che preferiamo: mappa, schema, semplice elenco di parole, disegno ecc., e i risultati saranno sbalorditivi.

All’inizio "distillare" le parole chiave potrà essere faticoso, se mai anche noioso, poi con l’allenamento apprendere sarà sempre più nutriente e stimolante.


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